Nozione e brevi cenni sulle caratteristiche del cloud computing

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Negli anni ’90, l’evoluzione delle tecnologie hardware ha portato alla sostituzione dei macro-calcolatori con mini o microcalcolatori più economici ma altrettanto potenti. Tuttavia, nel primo ventennio del nuovo millennio, si è assistito a un ritorno dei macro-calcolatori nelle webfarm e nei data center. Questi macro-calcolatori sono in grado di emulare il funzionamento di numerosi microcalcolatori contemporaneamente, virtualizzando i server di piccola o media taglia. Ciò ha permesso agli utenti di svolgere operazioni di conservazione e gestione dei dati da remoto, mentre le imprese fornitrici hanno potuto gestire le informazioni su macchine dislocate in luoghi geograficamente distanti dalle loro sedi.

L’evoluzione delle tecnologie di virtualizzazione, delle telecomunicazioni e dei software ha portato alla nascita del cloud computing. Questo termine si riferisce alle risorse informatiche distribuite in remoto e all’utilizzo di servizi informatici che consentono l’elaborazione e la conservazione di grandi quantità di informazioni tramite Internet.

Secondo le definizioni dell’Istituto Nazionale statunitense per le Norme e la Tecnologia (NIST), il cloud computing è un modello che permette l’accesso ubiquo, conveniente e basato sulle richieste a risorse computazionali condivise, come reti, server, storage, applicazioni e servizi, che possono essere rapidamente forniti e rilasciati con il minimo sforzo gestionale o interazione con il fornitore.

Il cloud computing presenta cinque caratteristiche fondamentali secondo il NIST:

  1. l’utente può usufruire delle risorse in modo autonomo, senza richiedere assistenza umana dal provider di servizi;
  2. le funzionalità sono disponibili in rete e accessibili attraverso meccanismi standard, consentendo l’utilizzo con diversi dispositivi come PC, tablet e smartphone;
  3. le risorse informatiche del provider sono messe in comune per servire più utenti tramite un modello multi-utente, assegnando e riassegnando risorse fisiche e virtuali dinamicamente in base alla domanda;
  4. le risorse vengono fornite e rilasciate in modo automatico per scalare rapidamente verso l’esterno o l’interno, sembrando illimitate e sempre disponibili;
  5. i sistemi cloud controllano e ottimizzano automaticamente l’utilizzo delle risorse in base al tipo di servizio richiesto.

I servizi offerti dai provider di cloud computing possono essere categorizzati in tre modelli principali:

  1. Software as a Service (SaaS): rivolto agli utenti che desiderano accedere a una serie di applicazioni informatiche senza competenze tecnologiche specifiche.
  2. Platform as a Service (PaaS): rivolto ai programmatori per lo sviluppo di programmi specifici.
  3. Infrastructure as a Service (IaaS): rivolto agli amministratori di sistema per l’accesso alle risorse hardware necessarie senza la gestione diretta dell’infrastruttura cloud.

Esistono anche altri modelli come Storage as a Service (STaaS), Security as a Service (SECaaS) e Business Process as a Service (BPaaS), per la cui più specifica trattazione si rimanda all’articolo pubblicato su Ciberspazio e Diritto (vol. 23, n. 70 – 1/2022) (premere qui per leggerne un estratto). Ciò che qui è importante sottolineare è che tali modelli di servizio possono sovrapporsi e combinarsi per soddisfare le esigenze specifiche degli utenti. Ad esempio, un’azienda potrebbe utilizzare un modello SaaS per l’utilizzo di applicazioni di produttività come la suite di Office, mentre contemporaneamente utilizza un modello IaaS per l’accesso a risorse di calcolo e storage per supportare i propri servizi personalizzati.

Il cloud computing ha rivoluzionato il modo in cui le aziende e gli individui gestiscono le loro risorse informatiche, consentendo un’elaborazione e uno storage scalabile, flessibile ed efficiente. L’adozione del cloud computing ha portato a numerosi vantaggi, tra cui la riduzione dei costi operativi, l’accessibilità globale ai dati, la riduzione della complessità di gestione e la possibilità di adattarsi rapidamente alle esigenze aziendali in continua evoluzione.

In definitiva quindi, quando si parla della “nuvola” ci si riferisce a quelle risorse informatiche messe a disposizione da un particolare fornitore, mediante una rete di calcolatori su cui risiedono tanto i software utilizzati dagli utenti, quanto i dati registrati dagli stessi.

Per approfondimenti:

N. NAPPI, «I contratti di cloud computing alla luce dell'entrata in vigore della Direttiva UE 770/2019: species del genus dei contratti di fornitura di contenuti e servizi digitali?», in Ciberspazio e Diritto, Modena, 1-2022, p. 79 ss.

G. SARTOR, L'Informatica Giuridica e le Tecnologie dell'Informazione, Torino, 2016.
   
C. PERLINGIERI, Profili civilistici dei social networks, Napoli, 2014.
   
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GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, «Proteggere i dati per non cadere dalle nuvole, Miniguida per imprese e pubblica amministrazione» 24 Maggio 2012. [Online]. Available: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/189449. [Consultato il giorno 2 Novembre 2021].

C. CAMARDI, «Prime osservazioni sulla Direttiva (UE) 2019/770 sui contratti per la fornitura di contenuti e servizi digitali. Operazioni di consumo e circolazione di dati personali» in Giustizia Civile, vol. 2/2019, p. 499.
  
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C. FLICK - V. AMBRIOLA, «Dati nelle nuvole: aspetti giuridici del cloud computing e applicazione alle amministrazioni pubbliche» in Federalismi.it, 20 Marzo 2013. [Online]. Available: https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?artid=22061. [Consultato il giorno 2 Novembre 2021] 

S. SADEGHANI - M. J. TAROKH, A Cost Model for Hybrid Cloud, 2017 e X. YANG - T. LEHMAN, «Model driven advanced hybrid cloud services for big data: paradigm and practice» in Proceedings of the 7th International Workshop on Data-Intensive Computing in the Cloud, novembre 2016, pp. 32 - 36. 

Per ulteriori approfondimenti vedasi la pubblicazione dello Studio in materia:

I contratti di cloud computing alla luce dell’entrata in vigore della Direttiva UE 770/2019: species del genus dei contratti di fornitura di contenuti e servizi digitali? in Ciberspazio e Diritto, Modena, 1-2022, p. 79 ss.
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Nicola Nappi

⚖️ Diritto commerciale, assicurativo, bancario, delle esecuzioni, di famiglia. Diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio. IT Law. a Studio Legale Nappi
*Giurista, Master Universitario di II° livello in Informatica Giuridica, nuove tecnologie e diritto dell'informatica, Master Universitario di I° livello in Diritto delle Nuove Tecnologie ed Informatica Giuridica, Corso di Specializzazione Universitario in Regulatory Compliance, Corso di Specializzazione Universitario in European Business Law, Corso di Perfezionamento Universitario in Criminalità Informatica e Investigazioni digitali - Le procedure di investigazione e di rimozione dei contenuti digitali, Corso di Perfezionamento Universitario in Criminalità Informatica e Investigazioni digitali - Intelligenza Artificiale, attacchi, crimini informatici, investigazioni e aspetti etico-sociali, Master Data Protection Officer, Consulente esperto qualificato nell’ambito del trattamento dei dati.