Il volume raccoglie storie di intrusioni informatiche ricostruite attraverso il racconto di hacker, intrusi e ingannatori digitali. Una valida lettura per comprendere vulnerabilità, responsabilità organizzativa e cultura della sicurezza.
Scheda bibliografica
- Autore: Kevin D. Mitnick
- Con la collaborazione di: William L. Simon
- Titolo completo: L’arte dell’hacking
- Titolo originale: The Art of Intrusion: The Real Stories Behind the Exploits of Hackers, Intruders & Deceivers
- Editore: Feltrinelli
- Collana: Universale Economica Saggi
- Anno: 2014
- Data d’uscita: 12 febbraio 2014
- Pagine: 304
- Traduzione: Marco De Seriis
- Consulenza scientifica: Raoul Chiesa
- ISBN / EAN: 9788807883606
Recensione
Un libro di casi, non un manuale operativo
L’arte dell’hacking è l’edizione Feltrinelli del 2014 di un’opera riconducibile all’originale inglese The Art of Intrusion, pubblicato da Wiley nel 2005. Le fonti editoriali presentano il volume come un seguito ideale de L’arte dell’inganno: non più soltanto il tema dell’ingegneria sociale, ma il racconto di intrusioni informatiche effettivamente narrate a Mitnick da gruppi o singoli hacker. Ogni capitolo si apre con una “computer crime story” e sono in totale dieci (uno in meno rispetto all’edizione originale).
Il punto da chiarire subito è, diciamo, metodologico. Il volume non deve essere letto come guida all’hacking, né come fonte normativa, né come trattato giuridico sulla criminalità informatica. La sua utilità sta piuttosto nella ricostruzione narrativa di scenari di vulnerabilità quali casinò, sistemi bancari, proprietà intellettuale, test di penetrazione, ingegneria sociale, accessi abusivi e debolezze organizzative. La prospettiva è quella di Mitnick, figura notissima della storia dell’hacking, poi divenuto consulente di sicurezza informatica, come spesso accade in questo mondo.
Il problema centrale: sicurezza tecnica e fragilità organizzativa
L’area di ricerca che emerge dalle fonti non è soltanto la sicurezza dei sistemi informatici, ma la relazione tra tecnologia, persone e organizzazioni. Il libro si presenta come una raccolta di storie di intrusioni reali, accompagnate dall’indicazione di come le vittime avrebbero potuto prevenirle, ogni capitolo ruota attorno a una storia principale e contiene una sezione conclusiva dedicata a pratiche e precauzioni di sicurezza.
Per un giurista, questo impianto è particolarmente interessante. Molti incidenti digitali non dipendono solo da una falla tecnica isolata, ma dall’interazione tra scelte progettuali, procedure interne, controlli insufficienti, gestione delle credenziali, fiducia mal riposta e sottovalutazione del rischio. Il libro consente quindi di leggere la sicurezza come fenomeno composito, non solo codice, reti e dispositivi, ma anche processi decisionali, ruoli aziendali e cultura organizzativa.
I 4 nuclei tematici
Quattro sono i nuclei attorno il quale viene costruito il libro. Il primo riguarda le intrusioni a fini economici: la vulnerabilità del conto bancario e il caso di un gruppo hacker interessati al gioco d’azzardo e alle slot machine di Las Vegas che avrebbe ottenuto cospicue vincite mediante reverse engineering delle slot machine.
Il secondo nucleo è il rapporto tra hacking e infrastrutture sensibili. Viene raccontato un episodio relativo a giovani coinvolti in attacchi a sistemi di Lockheed Martin e vi è un capitolo dedicato a intrusioni in ambito carcerario.
Il terzo nucleo è l’ingegneria sociale. Vi è un capitolo al funzionamento dei social engineers e alle modalità per contrastarli. Che è poi uno dei temi centrali per il diritto delle nuove tecnologie, perché mostra come la violazione di un sistema possa passare attraverso la manipolazione di persone, informazioni e procedure, più che attraverso una sofisticazione puramente tecnica.
Il quarto nucleo è la proprietà intellettuale. Vi è un capitolo specifico in cui si comprende bene come l’accesso non autorizzato a sistemi aziendali può incidere su segreti commerciali, know-how, asset immateriali, informazioni riservate e responsabilità dell’organizzazione nella protezione dei propri patrimoni informativi.
Una lettura utile per i giuristi delle nuove tecnologie
Il contributo del volume al dibattito giuridico e tecnologico non consiste nell’offrire soluzioni normative, è chiaro che non ci troviamo di fronte ad un testo di diritto penale dell’informatica, protezione dei dati personali o conformità aziendale. Il suo apporto è diverso, rende concreti i rischi che il diritto è chiamato a qualificare, prevenire e governare.
Per chi si occupa di dati personali, il libro richiama indirettamente l’importanza delle misure tecniche e organizzative. Un sistema vulnerabile non espone soltanto infrastrutture e risorse economiche, ma anche informazioni riferibili a persone fisiche, identità digitali, credenziali e comunicazioni. Per chi lavora sulla cybersicurezza, offre invece una casistica narrativa utile a comprendere perché la prevenzione non possa ridursi all’acquisto di strumenti: occorrono procedure verificabili, responsabilità interne, formazione e capacità di risposta agli incidenti.
Anche il tema della responsabilità è centrale. Le storie descritte mostrano che la sicurezza è spesso il risultato di una catena di scelte: configurazioni tecniche, controlli di accesso, politiche interne, valutazione dei fornitori, audit e test. In questa prospettiva, il libro può essere accostato, con le dovute cautele, al dibattito contemporaneo sulla governance del rischio digitale.
I destinatari della lettura
L’arte dell’hacking può essere utile a studenti, giuristi, consulenti privacy, responsabili della sicurezza, professionisti della conformità, investigatori digitali e operatori aziendali che vogliano comprendere la dimensione narrativa e organizzativa degli incidenti informatici. Può interessare anche chi studia piattaforme digitali, responsabilità degli intermediari, proprietà intellettuale e protezione delle informazioni.
Non è invece un testo da usare come fonte aggiornata sul quadro normativo vigente. Per questo deve essere letto insieme a norme, linee guida, provvedimenti delle autorità e standard tecnici più recenti. Il suo valore è soprattutto culturale e interpretativo, mostra perché la sicurezza informatica non sia materia separata dal diritto, ma uno dei luoghi in cui si incontrano tecnologia, condotte umane, interessi economici e tutela dei diritti.
Per approfondire:
- Feltrinelli Editore, “L’arte dell’hacking – Kevin D. Mitnick”. URL: https://www.feltrinellieditore.it/opera/larte-dellhacking-1-2/ — consultato il 7 settembre 2026.
- Biblioteca Nazionale Braidense, OPAC, “Record MIL0856074 — L’arte dell’hacking”. URL: https://opac.bibliotecabraidense.org/opac_braidense/opac/braidense/scheda_sim.jsp?bid=MIL0856074 — consultato il 7 settembre 2026.
- Libreria Universitaria, “L’arte dell’hacking, Kevin D. Mitnick, William L. Simon”. URL: https://www.libreriauniversitaria.it/arte-hacking-mitnick-kevin-feltrinelli/libro/9788807883606 — consultato il 7 settembre 2026.
- Wiley-VCH / John Wiley & Sons, “The Art of Intrusion”. URL: https://www.wiley-vch.de/en/areas-interest/computing-computer-sciences/the-art-of-intrusion-978-0-7645-6959-3 — consultato il 7 settembre 2026.
- Wiley-VCH / John Wiley & Sons, “The Art of Intrusion — Softcover edition”. URL: https://www.wiley-vch.de/en/areas-interest/computing-computer-sciences/computer-science-17cs/networking-17cs4/networking-security-17cs41/the-art-of-intrusion-978-0-471-78266-7 — consultato il 7 settembre 2026.
- O’Reilly, “The Art of Intrusion: The Real Stories Behind the Exploits of Hackers, Intruders and Deceivers — Table of Contents”. URL: https://www.oreilly.com/library/view/the-art-of/9780470503829/simo_9780470503829_oeb_toc_r1.html — consultato il 7 settembre 2026.
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