Verso l’interoperabilità europea dei servizi di recapito certificato
Il documento pubblicato da AGID il 15 maggio 2024 – “REM SERVICES – Criteri di adozione standard ETSI – Policy IT versione 2.0” (premere qui per leggere) – racchiude la meticolosa attività di recepimento degli standard ETSI e delle innovazioni introdotte dal nuovo Regolamento eIDAS 2.0 (Regolamento UE 2024/1183), viene tracciato il percorso di transizione verso i servizi elettronici di recapito certificato qualificato (QERDS).
Il documento ha un carattere fortemente sistemico: si rivolge non solo agli operatori tecnici, ma anche al legislatore, alle autorità di vigilanza e ai fornitori di servizi fiduciari che dovranno garantire la conformità normativa e l’interoperabilità transfrontaliera.
1. Un quadro normativo in fermento
La PEC, sinora strumento giuridicamente riconosciuto solo a livello nazionale, viene rifondato secondo una logica federata, interoperabile e transnazionale. Il DPCM attuativo del DL 135/2018 sancisce l’abrogazione dell’art. 48 CAD e apre la strada alla piena armonizzazione con il Regolamento eIDAS.
In questo contesto, la REM-Policy-IT 2.0 si propone di:
- stabilire una baseline tecnica nazionale per i servizi di recapito certificato;
- garantire l’interoperabilità con altri operatori europei aderenti alla REM baseline;
- sostenere la portabilità e la competitività dei provider italiani sul mercato digitale europeo.
2. Un modello tecnico-giuridico stratificato
Il cuore del documento consiste in una dettagliata attività di gap analysis tra i sistemi PEC esistenti e i nuovi requisiti imposti dagli standard ETSI. Il modello adottato da AGID si basa su:
- SMTP, IMAP e S/MIME, mantenendo la compatibilità con l’infrastruttura PEC esistente;
- utilizzo obbligatorio di firme digitali CAdES e XAdES, con timestamp qualificati;
- adozione della REM baseline per assicurare l’interoperabilità.
Sono esplicitamente esclusi, per ora, modelli più innovativi ma meno consolidati come lo Store and Notify (S&N), a favore del più sicuro e collaudato Store and Forward (S&F).
3. Ruoli, responsabilità e governance del REMID
La definizione della REMID Policy introduce una vera e propria autorità di dominio incaricata di:
- stabilire le regole organizzative, tecniche e di sicurezza;
- vigilare sull’aderenza degli operatori alle specifiche;
- garantire il routing attraverso DNS e la coerenza semantica delle evidenze.
Ogni REM Service Provider (REMSP) dovrà possedere un proprio user directory e aderire alla EU Trusted List per legittimare la fiducia nei confronti dei certificati impiegati.
4. Impatti concreti e vantaggi giuridici
L’adozione della REM-Policy-IT 2.0 consente:
- presunzioni legali forti ex art. 44 eIDAS 2.0 per integrità, provenienza e consegna dei messaggi;
- riduzione dell’onere della prova per i mittenti grazie alla conservazione delle ERDS evidence;
- continuità operativa per imprese e PA italiane, minimizzando l’effetto dirompente della transizione.
Il documento ribadisce l’impossibilità di ignorare l’evoluzione digitale: l’interoperabilità non è più un’opzione, ma un imperativo tecnico e normativo.
5. Una transizione programmata e consapevole
AGID prevede che l’Allegato Tecnico sia suscettibile di aggiornamento, in quanto le soluzioni implementative dovranno seguire l’evoluzione delle tecnologie di messaging, dell’identificazione e delle firme elettroniche.
Le scelte discrezionali (verbali modali should e may) sono state tutte interpretate in coerenza con le esigenze di stabilità e compliance del sistema PEC italiano, ma con apertura a evoluzioni future.
Daniele Giordano
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